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Rinoplastica primaria

Rinoplastica Primaria
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Rinoplastica secondaria e post-traumatica

Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
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Rinoplastica Secondaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo paziente, punta e dorso sono asimmetrici e deviati, e le cartilagini visibili attraverso la cute sottile. Nel profilo, la radice è scavata e la punta poco sostenuta. E’ ovvio che anche qui non è certo sufficiente una rinoplastica “standard” con la rimozione del gibbo e la frattura chirurgica delle ossa nasali. SI tratta invece di eseguire una accurata rinosettoplastica “strutturale”, ridistribuendo gli elementi rimossi dalle zone di eccesso ed aggiungendo innesti di cartilagine e fascia ove necessario. L’approccio “open” è insostituibile in questo senso, data la perfetta visione che consente e la possibilità di posizionare innesti sottili ed invisibili attraverso la cute esattamente dove serve. L’intervento è certamente più lungo ed assai più sofisticato, ma la perdita di sangue pressoché nulla. Il dolore nel postoperatorio assente, ed i risultati stabili nel tempo.