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Rinoplastica primaria

Rinoplastica Primaria
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Rinoplastica Primaria
Rinoplastica Primaria
Rinoplastica Primaria
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Rinoplastica Primaria
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Rinoplastica Primaria

Rinoplastica secondaria e post-traumatica

Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria
Rinoplastica Secondaria

 

 

 

 

 

Nel frontale, le linee del dorso sono asimmetriche, e la punta, deviata a dx della paziente, appare sproporzionata rispetto al dorso. Le cartilagini della punta sono asimmetriche ed evidenti attraverso la cute sottile. Nel profilo, la radice è un po’ bassa e la punta poco proiettata. La gobba è in parte reale ed in parte “apparente”, cioè messa in maggior risalto dalla depressione alla radice e dalla insufficiente altezza della punta. Si tratta di ristabilire le proporzioni corrette, allargando il dorso, restringendo la punta ed armonizzando il profilo, con una rinoplastica “strutturale”, cioè ridando supporto e forma dove manca e contemporaneamente riducendo le parti in eccesso. Ottimizzare la “struttura”, ridistribuendo le proporzioni con l’uso di “innesti” di cartilagine, prelevati dalle stesse cartilagini della punta e dal setto, significa garantire stabilità di risultato nel tempo. A tal scopo, è necessario sia preservare al massimo il supporto osseo e cartilagineo, evitando una punta pinzata ed un dorso scavato, sia rifinire punta e dorso ridistribuendo i vari elementi a disposizione. Così si evita il ricorso a qualsiasi materiale “alloplastico” (estraneo all’organismo) e si preserva e migliora la funzionalità respiratoria.