![]() |
![]() ![]() |
Anche se non conosciuta quanto l'intervento di mastoplastica additiva, la mastoplastica riduttiva è comunque un intervento abbastanza comune e può produrre sostanziali benefici per molte pazienti, nonostante le cicatrici permanenti che l'intervento inevitabilmente comporta.
La riduzione mammaria si esegue in ricovero e generalmente richiede un giorno di degenza. L'intervento dura circa 4 ore e consiste essenzialmente nella rimozione di grasso, ghiandola e cute in eccesso, nel contempo sollevando la mammella e spesso riducendo la dimensione dell'areola. L'intervento è assai poco doloroso, e dà risultati durevoli nel tempo. Di solito, è necessaria una mammografia prima dell'intervento, al fine di assicurarsi che non siano presenti malattie della mammella. E' importante comunque eseguire l'esame istologico della porzione di mammella rimossa durante l'intervento.
Nella mastoplastica riduttiva, esistono oggi molte variabili legate sia alla tipologia della paziente che alla scelta di una specifica tecnica che comporta determinate cicatrici. Le opzioni possibili sono assai più numerose di quelle disponibili alcuni anni orsono, ed i risultati conseguibili in genere migliori. E' tuttavia proprio per questo necessario conoscere le alternative, comprendere il modo di procedere del chirurgo e discutere con lui il tipo di intervento che con voi riterrà più idoneo.
Chi è candidato all'intervento
Candidate all'intervento di mastoplastica riduttiva sono donne con:
mammelle troppo grandi in proporzione alla corporatura
mammelle pendule e voluminose con capezzoli volti in basso
mammelle notevolmente asimmetriche di volume (riduzione di una sola mammella)
dolore al collo, schiena e spalle dovute al peso delle mammelle
spalle segnate dal reggiseno
irritazioni cutanee sotto il seno
difficoltà nell'attività fisica, lavorativa e sportiva
imbarazzo e disagio psicologico
Nel caso di mammelle che hanno perso consistenza svuotandosi dopo l'allattamento o che siano molto pendule (“ptosiche”) , può essere invece necessario un intervento di sollevamento del seno (“mastopessi”). Comunque, spesso, come già detto, la mastopessi e la riduzione vengono associate.
Come per ogni intervento estetico, la paziente deve essere psicologicamente stabile e realistica nelle sue aspettative. Difatti, è importante capire che una mastoplastica riduttiva potrà migliorare notevolmente l'aspetto, ma non permetterà necessariamente di conseguire una forma perfetta delle mammelle.
Preparazione pre-operatoria
Il Dr Robotti effettua sempre almeno due visite preoperatorie: alla prima, dettagliata, visita iniziale, ne segue una seconda (se avrete deciso di sottoporvi all’intervento) per rivedere la tecnica che meglio si addice al vostro caso, per darvi ulteriori delucidazioni, rispondere ad altre vostre domande, e per effettuare le foto preoperatorie. Le numerose foto preoperatorie, che verranno fatte direttamente dal Dr Robotti, sono di grande importanza per l'intervento. Nel corso della prima visita, il Dr. Robotti valuterà la situazione generale, le opzioni chirurgiche compresa la possibilità di interventi aggiuntivi o alternativi (ad es. una mastopessi), le dimensioni delle mammelle, la forma del torace e le eventuali asimmetrie che dopo l’intervento possono risultare più o meno visibili. Verrà di solito richiesta una mammografia. E’ fondamentale che la paziente non dimentichi di informare il chirurgo di interventi chirurgici precedenti alle mammelle, incluse biopsie. E’ poi importante informare il chirurgo di situazioni di significativo aumento di peso, ed anche di situazioni di “peso alternante” in cui la paziente noti una significativa riduzione di volume del seno quando dimagrisce. In questi casi, può essere consigliabile stabilizzare il peso, anche ricorrendo all’aiuto del dietologo, prima dell’intervento. Nella seconda visita, verranno effettuate le foto preoperatorie e verrà confermata la tecnica da eseguire e decise le cicatrici conseguenti.. La corretta scelta della tecnica da impiegare richiede cura e buona comunicazione tra paziente e chirurgo, che viene facilitata dalla visione di foto di casi diversi, Comunque, è importante ribadire che in ogni caso all’intervento residueranno delle cicatrici permanenti, seppure condotte con ogni cura, più o meno visibili secondo la loro sede ed estensione, ed anche secondo le caratteristiche individuali della paziente.
Verrà poi sempre effettuata un’accurata visita preoperatoria da parte dell’anestesista. A tale scopo vi verranno prescritti degli esami di laboratorio ed, in taluni casi, un elettrocardiogramma ed una radiografia del torace. Nel corso di tale visita, vi verranno poi date istruzioni su quando iniziare il digiuno pre-operatorio, in base alla modalità di anestesia ed ora di inizio dell’intervento.
E’ fondamentale informare il chirurgo e l’anestesista di qualsiasi eventuale trattamento con farmaci (cortisonici, antipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, contraccettivi, tranquillanti, sonniferi, ecc..). Per le pazienti in trattamento con contraccettivi orali, di solito non è oggi necessario interromperne l’assunzione prima dell'intervento. E’ necessario a tal proposito specificare nel corso della vista anestesiologica quale tipo di contraccettivo venga impiegato.
Si consiglia di non assumere aspirina o medicamenti che la contengono per due settimane prima dell'intervento e due settimane dopo. L'aspirina può causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze.
Si consiglia poi di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell'intervento. Alcuni studi hanno dimostrato che l’incidenza delle complicanze è 10 volte superiore nei fumatori che non in quelli che non fumano. Se il fumo viene eliminato per almeno 15 più prima dell'operazione, l’incidenza delle complicanze è pari a quella dei non fumatori.
E’ poi opportuno nei giorni precedenti l’intervento evitare contatti con persone con raffreddore o altre malattie infettive E’ infine necessario che le pazienti siano nel miglior stato di nutrizione possibile prima dell'intervento.
Sia la sera prima l’intervento che la mattina stessa, la paziente dovrà infine effettuare un’accurata e prolungata doccia con sapone antisettico (ad es. Neoxidina, Citrosil saponetta o Saugella verde, reperibili in farmacia).
Si deve inoltre di evitare qualsiasi di tipo di trucco al viso il giorno dell'intervento. Sono poi da rimuovere anelli, orecchini o piercing. Infine, dovrete aver preso accordi per essere accompagnati a casa il giorno della dimissione e per un adeguato aiuto a domicilio per uno-due giorni dopo l’intervento
E’ infine necessario che la paziente si procuri prima dell’intervento un reggiseno elastico, tipo sportivo o “da aerobica” con apertura sul davanti (zip, gancetti o velcro – ad es. il modello della ditta FILA ), della misura prevista per il seno dopo la riduzione, che può essere anche richiesto direttamente in Clinica.
L'intervento
L'intervento viene di solito eseguito in anestesia generale (la paziente viene addormentata ed intubata da parte dell'anestesista). In alcuni casi, potrà essere possibile anche l'anestesia locale con sedazione cosciente ( la paziente mantiene uno stato di relativa coscienza, pur risultando opportunamente sedata con farmaci endovenosi ad opera dell'anestesista). Di solito, saranno necessari uno o due giorni di degenza.
Disegni e misurazioni si eseguono prima dell'anestesia, con la paziente in piedi. Tali disegni sono una parte essenziale di preparazione all'intervento, poiché rappresentano una necessaria guida per le incisioni durante l'operazione quando la paziente è in posizione supina. Una volta addormentata la paziente, le incisioni previste vengono “infiltrate”, (si inietta cioè del vasocostrittore, allo scopo di ottenere una riduzione della perdita di sangue).
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
L'intervento consiste nella rimozione della parte in eccesso della cute e dei sottostanti tessuti della mammella (grasso e ghiandola), spostando nel contempo l'areola più in alto e rimodellando in forma opportuna i tessuti rimanenti. L'areola, di solito, viene anche ridotta nel suo diametro, se questo è troppo grande. Il complesso areola-capezzolo, per poter essere spostato in alto restando ben vascolarizzato, deve rimanere connesso a sufficiente tessuto sottostante, il “peduncolo”, che a sua volta può essere inferiore, superiore, laterale o mediale. Il mantenimento di questo tessuto consente, di solito, il mantenimento della sensibilità e, spesso, anche della capacità di allattamento. Talvolta, è infine necessaria anche un po' di liposuzione per meglio aggiustare la forma finale.
Le incisioni necessarie per conseguire questi obiettivi lasciano inevitabilmente delle cicatrici che, quantunque tendano di solito a rendersi meno evidenti con il tempo, sono definitive e permanenti. La metodica più comune di riduzione mammaria comporta tre incisioni, e quindi tre cicatrici risultanti, a forma di una “T rovesciata”:
una incisione periareolare (circolare tutto intorno all'areola)
una lungo tutto il solco sottomammario
una cicatrice verticale che unisce le prime due, quindi dal bordo inferiore dell'areola fino al punto di mezzo del solco sottomammario.
Occasionalmente può essere necessaria una revisione a distanza (6-12 mesi) delle cicatrici per ottenere un risultato estetico ottimale. Queste revisioni possono di solito essere eseguite in anestesia locale con un piccolo intervento di ritocco.
Di solito, vengono impiegati due drenaggi in aspirazione. Al termine dell'intervento, chiusi i piani profondi e suturata con piccoli punti l'incisione, viene applicata una fasciatura modicamente compressiva. Il reggiseno elastico verrà indossato alla prima o seconda medicazione. L'intervento dura circa quattro ore in totale.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
| mastoplastica con tecnica soltanto periareolare | mastoplastica con tecnica periareolare-verticale | |||
Sia per la mastoplastica riduttiva che per la mastopessi, esistono oggi diverse varianti tecniche al disegno classico delle incisioni “a T rovesciata”, ideate allo scopo di evitare parte delle cicatrici, soprattutto quella orizzontale lungo il solco sottomammario (difatti, in alcuni casi, anche se rari, è proprio questa cicatrice a restare evidente, potendo anche divenire “ipertrofica” o “cheloidea”). Queste nuove tecniche implicano o soltanto una cicatrice periareolare, o , di solito, una cicatrice periareolare insieme ad una cicatrice verticale o un po' obliqua sotto il bordo inferiore dell'areola. Il concetto fondamentale è che il mantenimento duraturo della forma viene assicurato dalla manipolazione, sutura e stabilizzazione della ghiandola, senza richiedere un'ampia asportazione della cute. La cute, ridistribuita sulla ghiandola rimodellata, si adatterà poi progressivamente alla nuova forma di questa.
La possibilità di impiegare una di queste nuove tecniche dipende da molti fattori, tra cui l'età, l'elasticità della cute, il grado di volume in eccesso, e la forma delle mammelle. E' necessario comprendere bene che queste tecniche periareolari/verticali “ a cicatrici ridotte” richiedono un periodo più lungo di assestamento post-operatorio delle mammelle, sia per quanto riguarda la forma che per quanto riguarda l'aspetto delle cicatrici stesse. In particolare, la mammella apparirà più alta e stretta in basso, e la cicatrice peri-areolare si potrà presentare inizialmente irregolare, quasi a formare delle grinze o pinzature attorno all'areola. Normalmente, sia le cicatrici che la forma si assestano molto bene nell'arco di 2-3 mesi, ma esiste una possibilità più alta di ritocco successivo (in anestesia locale) rispetto alla tecnica classica a T invertita. In pratica, le nuove tecniche periareolari/verticali sono indicate per donne più giovani, con cute elastica, con mammelle non troppo voluminose, e che accettino il periodo suddetto di assestamento.
Ciascuna tecnica di riduzione mammaria presenta quindi vantaggi e svantaggi specifici, e non esiste quindi una singola metodica ideale per tutte le pazienti.
Dopo l'intervento
Se l'intervento è stato eseguito, come avviene di solito, in anestesia generale, sarà necessario riposare a letto fino al giorno seguente, ma sarà consentito bere ed un'alimentazione leggera. Saranno anche somministrati antibiotici e farmaci analgesici. Comunque, la mattina successiva all'intervento, la paziente potrà alzarsi da letto. La deambulazione precoce è tra l'altro anche utile per ridurre il rischio di fenomeni di trombosi degli arti inferiori.
Se l'intervento è stato eseguito in sedazione cosciente la paziente potrà tornare a casa in giornata seguendo scrupolosamente le indicazioni scritte del chirurgo (prescrizioni farmacologiche e di comportamento).
Medicazioni : La medicazione compressiva applicata alla fine dell'intervento non dovrà essere disturbata dalla paziente e verrà cambiata in genere dopo 2-3 giorni dal chirurgo. In questa occasione vi verrà di solito fatto indossare il reggiseno elastico di tipo sportivo, che costituirà la medicazione per tutto il restante periodo post-operatorio. Questo reggiseno non dovrà essere rimosso se non dal chirurgo fino alla rimozione dei punti. I punti verranno rimossi dal chirurgo di solito in parte in 5°-6° ed infine in 8°-10° giornata dall'intervento, e a tal punto sarà consentito il bagno o la doccia. Sarà poi necessario portare ancora il reggiseno elastico giorno e notte per un totale di 2 mesi dopo l'intervento, e ancora per un altro mese solo di giorno. Ovviamente, il reggiseno potrà essere rimosso per le normali abluzioni.
Inizialmente la mammella apparirà più alta del normale. Questo avviene sia per il gonfiore (edema) iniziale che per l'ipercorrezione che spesso viene effettuata nel rimodellamento della ghiandola. Nel giro di alcune settimane il seno assumerà un aspetto più naturale.
Dolore e gonfiore : Il dolore è più propriamente una dolenzia o senso di fastidio di modesta entità, e ben controllabile con i consueti farmaci analgesici (che non contengano aspirina). E' normale sentirsi stanche e dolenti per alcuni giorni dopo l'intervento, come è normale una sensazione di modesta “tensione” alle mammelle. Qualora, invece, doveste avvertire, soprattutto nelle prime ore dopo l'intervento, forte tensione ad una mammella, accompagnata da altrettanto forte dolore da quel lato e da una durezza evidente alla palpazione, dovrete subito avvertire il chirurgo, essendo questi possibili sintomi di un ematoma che dovrà essere al più presto evacuato. Un po' di gonfiore (edema) è normale, come in ogni intervento, e comunque si risolverà in circa 3-4 settimane. Di solito, non si verificano ecchimosi di rilievo.
Attività : E' consigliabile riposare quanto più possibile nella prima settimana per incrementare gradualmente l'attività nella seconda e terza settimana postoperatoria. Dopo circa una settimana di riposo a casa, sarà consentito di riprendere le normali attività se queste non richiedono un sollevamento di pesi o comunque lavori faticosi. In questo caso, bisognerà invece attendere fino a tre settimane. E' necessario evitare la guida dell'automobile per due settimane, e poi evitare l'uso della cintura per altre due settimane. Passeggiare e partecipare ad attività sociali è di solito possibile dopo la prima settimana. Una attività fisica moderata può essere ripresa dopo 3-4 settimane. Riguardo sport intensi, sarà preferibile attendere circa 6 settimane . Riguardo l'attività sessuale, questa deve essere evitata per due settimane, e comunque si dovranno evitare manipolazioni eccessive sul seno per due mesi dall'intervento. Per due mesi dall'intervento, infine, la paziente non dovrà dormire prona o comunque esercitando pressione sulle mammelle.
Cicatrici : Come già detto, le cicatrici che rimangono dopo una mastoplastica riduttiva si rendono meno evidenti con il tempo, ma sono comunque definitive e permanenti. Nelle prime settimane, le cicatrici appaiono spesso peggiorare, divenendo più rosse, indurite, ed evidenti. E' necessario attendere 8-12 mesi perché le cicatrici maturino definitivamente, appiattendosi e divenendo più bianche. Per tale periodo, esse non dovranno essere esposte direttamente al sole (quindi impiegare indumenti o creme filtro antisolare totale) e potranno essere massaggiate con idonee creme emollienti. Di solito, il Dr. Robotti prescriverà cerotti speciali in silicone o steri-strips (cerottini adesivi) da portare sulle cicatrici per i primi 2-3 mesi. Occasionalmente può essere opportuna, a distanza, una revisione della cicatrice in anestesia locale per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile.
Sensibilità : Dopo l'intervento può essere presente una perdita o riduzione di sensibilità del complesso areola-capezzolo, da uno o entrambi i lati. Questa di solito migliorerà dopo alcuni mesi, fino a ritornare pressochè normale. In rare occasioni, specie in riduzioni molto ampie, la perdita o riduzione di sensibilità può essere permanente.
Possibili complicanze
Le complicanze nella mastoplastica riduttiva sono rare, ma possibili. Esse sono di due tipi: quelle legate all'anestesia e quelle legate all'intervento. Per quanto attiene alle prime, che verranno discusse nel corso della visita con l’anestesista, sono rarissime nelle persone in buone condizioni generali. Le complicanze legate all'intervento sono rappresentate da: ematoma, infezione, diastasi e sierosità delle ferite, alterazioni della sensibilità, perdita parziale o totale del complesso areola-capezzolo, cicatrici insoddisfacenti, indurimenti localizzati, asimmetrie di volume e di forma. Quasi tutte tali complicazioni rispondono ad un trattamento appropriato senza compromettere a lungo termine il risultato finale dell'operazione.
Se avviene sanguinamento eccessivo durante/dopo l'operazione, il sangue può accumularsi nell'area operata e può essere necessario riaprire la ferita al fine di rimuoverlo e fermare sanguinamenti ulteriori. Tale ematoma può verificarsi solitamente entro le prime 24 ore, e di solito richiede un ritorno in sala operatoria per rimuovere la protesi, coagulare il vaso responsabile, e richiudere la ferita. In genere, se opportunamente trattato, un episodio di sanguinamento non causa altri inconvenienti.
Una infezione è assai rara in mani esperte e sala operatoria idonea. Generalmente, avviene dopo circa una settimana dall'intervento e risponde prontamente al trattamento antibiotico. L'esito di una infezione può richiedere una revisione delle cicatrici.
Una diastasi (allargamento) delle suture, con possibile s ecrezione di siero può accadere, specie nelle riduzioni maggiori, a livello della giunzione a T dell'incisione verticale con quella orizzontale al solco sottomammario, dove si esercita la massima tensione sulla sutura. Questa non è peraltro una infezione, e di solito si risolve con semplici medicazioni locali senza esiti di rilievo.
Perdita o riduzione permanente della sensibilità della cute e del capezzolo sono assai rare, ma possibili, specie nelle riduzioni maggiori. Di solito, la sensibilità si riacquista quasi completamente in alcuni mesi.
Perdita totale o parziale del complesso areola-capezzolo: la perdita totale di un capezzolo è estremamente rara, ma è comunque possibile, specie in pazienti fumatrici sottoposte a ampie riduzioni. Assai rara è anche la necrosi (perdita) parziale. Qualora dovesse accadere, può essere eseguito in un tempo successivo un intervento ricostruttivo con risultati in genere soddisfacenti.
Le cicatrici , come già detto, restano a distanza di mesi di solito assai poco visibili. Peraltro, come già detto, può essere utile una occasionale revisione chirurgica (“ritocco”) a distanza. E' tuttavia da tener presente che, come per ogni atto chirurgico, in talune, rare, pazienti, esiste la possibilità che le cicatrici restano arrossate e rilevate permanentemente (cicatrici “ipertrofiche” o “cheloidee”). Tale possibilità non è predicibile prima dell'intervento, anche se assai rara. In pazienti che abbiano una storia clinica di cicatrici ipertrofiche o cheloidi, è preferibile, se possibile, evitare la cicatrice orizzontale al solco sottomammario, impiegando una tecnica periareolare/verticale.
Indurimenti localizzati : in rari casi, è possibile che si producano delle aree localizzate di indurimento laddove il grasso non riceve sufficiente apporto vascolare (“liponecrosi”). Tali indurimenti possono risolversi spontaneamente o perdurare nel tempo.
Asimmetrie: esse possono essere riscontrate nella forma, nelle dimensioni o nella posizione dell'areola. In genere sono di modesta entità e possono essere corrette agevolmente in anestesia locale non prima di 6-8 mesi dall'intervento (spesso ciò che sembra alla paziente asimmetria è soltanto un maggior edema, quindi gonfiore, di una mammella rispetto all'altra). In pratica, asimmetrie post-operatorie evidenti sono assai rare nella paziente che sia ragionevole nelle proprie aspettative. Difatti, una eguaglianza millimetrica non è possibile, e non esiste difatti nemmeno, in natura, tra due mammelle normali.
Le complicanze della mastoplastica riduttiva sono, comunque, in sintesi rare e ben affrontabili nella grande maggioranza dei casi. Quando intervengono, generalmente, rispondono ad un trattamento adeguato senza compromettere il risultato finale. Resta fondamentale affidarsi ad un chirurgo esperto, in una struttura adeguata, con credenziali e curriculum verificabili.
Possibilità di "ritocco”
Nonostante l'intervento venga condotto con la massima cura e nel miglior modo possibile, allo scopo di ottenere il risultato discusso con Voi e desiderato, la pratica della chirurgia non è una scienza esatta, e quindi non è per definizione possibile fornire una “garanzia” di risultato. Esiste quindi la possibilita' di dover effettuare, a distanza di 8-12 mesi dall'intervento, un "ritocco" per correggere imperfezioni che si rendano manifeste a guarigione avvenuta. Cio' può accadere anche in mani esperte, e non può essere previsto prima. L'eventuale 'ritocco' si effettua di solito in anestesia locale ed e' per lo più di breve durata. Esso non comporta onorario per il Dr. Robotti da parte del paziente, ma può comportare costi legati all'utilizzo della struttura.
Controlli postoperatori
Dopo le prime medicazioni e la rimozione dei punti, verrete sottoposti a controlli periodici per il primo anno dopo l'intervento (di solito a 15 giorni/ 1 mese/ 3 mesi/ 6 mesi/ 12 mesi). Tali controlli non comportano costi aggiuntivi.
Durata del risultato
La durata del risultato è stabile e di molti anni, anche se diversa da soggetto a soggetto. Resta fondamentale mantenere un rapporto a lungo termine con il proprio chirurgo. Inevitabilmente, comunque, nei mesi dopo l’intervento il polo superiore delle mammelle tenderà un poco a scendere per gravità rispetto all’aspetto immediatamente postoperatorio. Ovviamente, dopo l'intervento, negli anni la mammella “ridotta” potrà poi andare incontro ad alterazioni di forma (discesa) per gravidanza , variazioni di peso, gravità, invecchiamento. Sarà comunque possibile, a quel punto, intervenire con una procedura di risospensione (mastopessi).
E' comunque da notare che il livello medio di soddisfazione delle pazienti dopo mastoplastica riduttiva è documentato tra i più alti nelle procedure di chirurgia estetica .
Allattamento e gravidanza
Una gravidanza può avere effetti non prevedibili sul volume mammario, e può alterare significativamente il risultato a lungo termine di una mastoplastica riduttiva. Peraltro, è un dato di fatto che molte giovani donne decidono di effettuare una mastoplastica riduttiva prima di avere figli, consapevoli della possibilità di dover effettuare correzioni successive a distanza. Riguardo l'allattamento, questo di solito non viene compromesso in modo significativo dall'intervento, anche se ciò dipende anche dal grado di volume in eccesso e dal tipo ed estensione della manipolazione intraoperatoria della ghiandola.
Tumore della mammella
Non c'e' alcuna correlazione tra mastoplastica riduttiva e tumore della mammella. Cioè, le donne che hanno avuto una riduzione del seno non hanno poi una incidenza di tumore più alta rispetto al resto della popolazione.
Mammografia
La mastoplastica riduttiva non limita in nessun modo la possibilità di eseguire successive mammografie o ecografie. Peraltro, il mammografista deve essere informato dell'intervento effettuato. L'utilità di una mammografia preoperatoria, oltre che per escludere malattie della mammella antecedenti all'intervento, è poi, per la paziente, quella di mantenere un dato di riferimento da confrontare con le mammografie di controllo negli anni futuri.
NOTA IMPORTANTE per gli interventi di chirurgia esteticaOgni intervento chirurgico ha, come esito, la presenza di una o più cicatrici. La cicatrizzazione è un fenomeno biologicamente complesso che si realizza attraverso fasi diverse. La maturazione delle cicatrici è l'ultima di queste fasi e si protrae per molti mesi, talora per uno-due anni. |
Clicca per visualizzare la demo dell'intervento su